CIVIASCO

277A4276-Modifica-1
previous arrow
next arrow

Civiasco è un comune di circa 250 abitanti, sito in Valsesia, nella provincia di Vercelli. Sorge a 716 metri sul livello del mare, lungo la strada Panoramica della Colma che, da Varallo, conduce al Lago d’Orta.

 

La sua storia recente ha origine da un evento distruttivo: nel 1779 un incendio fa tabula rasa del nucleo originario del paese, allora formato da case rurali dai tetti in paglia. La ricostruzione, o meglio la reinvenzione del villaggio, sarà possibile grazie al capitale economico e culturale accumulato nei decenni successivi da una parte della popolazione, migrata in Spagna.

 

I civiaschesi, infatti, sono stati protagonisti, a partire dalla fine del Settecento, di una significativa avventura imprenditoriale che li ha portati a innovare il settore alberghiero iberico, operando prevalentemente a Barcellona, Saragoza, Madrid. Ancora oggi,  sulla Rambla di Barcellona, è possibile alloggiare in alberghi costruiti dalle famiglie di Civiasco: i Durio, i Maffioli, i Desilvestri.

 

Questa classe migrante ha successivamente restituito al borgo un patrimonio architettonico in cui è possibile leggere le tracce della sua stessa storia: il nucleo centrale di Civiasco è infatti oggi costituito da ville di epoca liberty dai peculiari elementi ispano-moreschi. 

 

Un edificato che costituisce un unicum sul territorio valsesiano e restituisce al paese, insieme al correlato sistema di giardini, fontane e meridiane un aspetto aristocratico e disorientante: le palme sono accanto alle conifere, delicati trompe l’oil incorniciano elementi arabeggianti, in un borgo di montagna che non sta a valle ma a monte, esposto al sole e così alle intemperie. In cui si sta tranquilli, al fresco, ma non troppo.

Se questa è la storia più evidente e raccontata, esistono altre dimensioni a costruire il luogo: esiste il passo della Colma che è valico e limen d’altura, paesaggio per un attimo alpino, prima di tornare in basso. Esistono i prati, i boschi, gli orti, i fiori di campo. Esiste il misterioso sistema di grotte e passaggi nella roccia tra il Monte Tovo e il Monte Falconera a far immaginare un mondo inaccessibile, nel ventre della montagna. Esiste la vita del paese, lenta nel mutare e simile a quella di tanti altri, ma mai identica a sé stessa.

È in questo contesto che si radica la figura del Re di Biss. Il re di biss, il re dei serpenti, è il basilisco: un rettile crestato protagonista del bestiario alpino e delle leggende di molte valli. Il suo sguardo pietrifica chi ne è vittima. La leggenda percorre tutto l’arco alpino, ma trova a Civiasco un luogo puntuale, ricorrente in cui radicarsi tra storie e visioni che gli anziani raccontano ancora oggi. Perchè proprio Civiasco? Non lo sappiamo.

Sappiamo però che qui esiste un livello che è quello della superficie costruita del borgo con la sua eloquenza architettonica e la storia di movimenti transnazionali. E che esiste il sottosuolo, il mondo segreto e difficile da leggere, quello del mito, delle grotte, della vita semplice e pure segreta del paese, di ogni paese. Per conoscere questi strati, bisogna inoltrarsi nella caverna, avere il desiderio di incontrare lo spirito del luogo, nella consapevolezza che più ci si addentra e più potrebbe farsi buio.

277A4364_Nik_DxO
previous arrow
next arrow